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Una mattina vedi un grazioso scoiattolo nel parco vicino a casa, il giorno dopo un gruppo con molti Robin e qualche Batman che ti viene in contro mentre vai al Lavoro. Realizzi che queste cose succedono solo a qui, a Milano Pisapia si vergognerebbe e direbbe che è colpa della Moratti se vanno in giro conciati così.
Ma a Londra puoi essere chi vuoi e quando vuoi che  nessuno interessa il perché.
Anche nel Regno Unito mi sorgono dubbi di cui in Italia ero piena.
Ogni tanto mi chiedo: quando si dice ad un ragazzo di 26 “mangia pure una crostata del Mulino Bianco al cioccolato, se vuoi” LUI finisce la scatola che ti hanno regalato.
Il tuo pensiero è: caspita che determinazione, meglio così non ingrasso.
Quando dici ad uno di 31 di scegliere qualcosa lo fa, se pure con i suoi tempi, sbaglia e dopo anni ti rinfaccia che è colpa tua perché non hai lottato abbastanza per la vostra eventuale storia.
Che sia un problema generazionale?
No: molti uomini vogliono le costatine, quelli un po’ meno determinati le ragazze che non creano problemi all’inizio, ma poi stufano.
Nel dubbio ragazze buttiamoci sui Batman di Robin a, quanto pare, ce ne sono troppi.

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Londra è splendida, nei weekend ancora di più.

L’ultimo fine settimana di Novembre nella capitale del Regno Unito è degno di essere condiviso con voi.
Il Black Friday l’ho sempre guardato con sospetto ed una discreta indifferenza, ma qui è impossibile non esserne affascinati e cadere nelle sue tentazioni.
La mattinata è stata scandita da svendite che mi hanno divertita e resa fiera di conoscere tutto prima di potermi avventare su scarpe, sciarpe e t-shirt.
Il mio giovane coinquilino mi ha chiesto una tregua: “ho fame – basta shopping”così l’ho portato a pranzo da Pizza East, 56 Shoreditch High St, London E1 6JJ.

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Una sera pigra e affamata ho scoperto che fanno la miglior pizza di tutta Londra. Confermiamo: crosta morbida e alta, parte centrale sottilissima e saporita, quella che un mio ex collega di Napoli definirebbe: pizza terrona.
Dunque che aspettate anche voi a provarla quando capitate da queste parti?
Non si mangia solo pizza, un giusto mix di cucine e sapori: spagnola – italiana e londinese.
I cuochi, anche se non sono come il mio preferito, non sono niente male.
Se vi chiedete dove sia è situato a Shoreditch, il miglior quartiere per passare una giornata londinese. Accontenta tutti: shopaholic, creativi con il pallino dei negozi di arredamento e i curiosi come me.
Alberto, l’architetto ambizioso con cui condivido una splendida casa mi ha fatto concludere il sabato pomeriggio in un barbiere per uomini per lo più hipster, ma dove mi sono innamorata otto volte.
Lui era un po’ titubante, svariate volte mi ha avvisata che ci sarebbe voluto del tempo prima che gli tagliassero i capelli, ma avendo un debole per gli uomini tatuati ho posticipato il pellegrinaggio da Liberty al giorno dopo e l’ho seguito armata di I-phone.
Ho fatto decisamente bene, abbiamo aspettato un’ora e mezza (reale) guadagnandoci la chiusura come ai tempi del plastic e … Appena hanno capito le mie origini è partita Rita Pavone come colonna sonora, ovviamente ho cantato tutte le canzoni, ero preparatissima.
La prossima volta che dovete mettere a posto le vostre acconciature maschili andate da Rocket Barber Shop al 401 di Hackney Rd, London E2 8PP merita un reportage su tagli, location e un selfie con il proprietario!
rocket barber shop

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Un mese fa è iniziato tutto.

Ti licenzi, scappi da una situazione insostenibile e ti ritrovi a fare il lavoro dei sogni in una città che hai sempre chiamato Casa.

Le tue giornate sono scandite così:

– 7.30-8 colazione e cicera con la tua coinquilina
– 9-18 ufficio
– 18-00 il tutto può essere perché vivi a Londra

– 00-07 nei week end anche i club qui sono diversi, musica pazzesca e ti scappa un Onaniss qua è là.

Qualsiasi cosa ha un odore e un sapore diverso, cammini e sorridi.
Per strada ti fermano e ti chiedono se sei russa, ti fanno i complimenti per la pelliccia e il cappello (Ainea e Woolandthegang) e poi ti lasciano andare perché realizzano che non sei una escort, per cui non fai il caso loro.

La domanda dall’Italia è già arrivata petulante ed insistente: ti sei fidanzata?
Ho appena aperto un conto in banca, credo che per un uomo ci sia tempo … O no?

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Ed ecco che il tuo sogno diventa realtà.
Da piccola eri fan sfegatata di Peter Pan, il cartone must see della Diseny.
Poi sei passata ad innamoratati di quegli uomini che non vogliono diventare grandi e preferiscono la “tutina verde” agli “sbatti” degli adulti.

Tutti dicono che non sei paziente, vero o non vero, hai resistito per due anni e mezzo senza batter ciglio. Poi? Sei un Leone di segno zodiacale: hai ringhiato così forte che per sopravvivere hai dovuto cambiare savana.
La tua amata città ti chiama, ti scrive mail ti aggiunge sui social media.

Che fai?
Copi ed incolli la lettera delle dimissioni trovata su internet e ti licenzi. Elisabetta insegna a dire I quit: è inequivocabilmente geniale. Un verbo che chiarifica ogni dubbio: me ne vado per mia decisione, non per quella di un’altro.

Ora in ordine devi:

1 – Trovare casa a Londra … Se conoscete qualcuno, vi prego di scriverci.

2 – Aprire un conto in banca. Sai già quale perché i tuoi amici italiani hanno solo quello. Tu ami il bancomat azzurro puffo, sei molto tentata affiderai la scelta alla vicinanza banca-ufficio.

3 – Ottenere un NIN, ovvero quella serie di numeri che ti abilita a lavorare in Uk, ma hai le risorse umane del nuovo posto a disposizione e un contratto firmato, sembra fattibile.

Il vero problema?
Le valige.

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Gli uomini non cambiano, questo è certo, ma si adattano ai tipi di donne che frequentano ne sono sempre più convinta.
Un po’ per scelta, un po’ per pigrizia modificano alcuni aspetti della loro personalità.
Il primo? Il modo di vestire.
Possono passare, infatti, da un paio di church’s ad un paio di birkenstock in sei mesi.
Un po’ come noi cambiamo tipo di crema idratante.
Per dedizione o commitment come direbbero da Elisabetta, migrano verso territori fino a quel momento inesplorati.
Da un fay ad una giacca presa in un negozio vintage di cui prima ripudiavano solo l’odore.
Bene, cosa vi succede? Semplice, anche se non volete ammetterlo vi siete innamorati. Non vi siete modificati, ma provate qualcosa di inspiegabile per una ragazza.
Una cosa di cui ho fatto pratica durante il mio soggiorno londinese, sono le domande telefoniche che i ragazzi ricevano mentre sono seduti davanti a voi e agli alcolici che vi separano.
Lui riceve due chiamate in vostra presenza.
La prima è: “dove sei?” La piacevole conoscenza risponde con una certa fermezza e virilità: sono da – nome del posto con una mia amica.
La seconda: “è figa?” E qui ti scappa un sorriso perché lui diventa viola e gli scappa un si e chiude bruscamente la comunicazione.
Hai qualche hanno in più e di film ne hai visti abbastanza per destreggiarti in queste occasioni.
E’ per questo che, di fronte ad una frase molto ricorrente nei miei scontri-incontri: “dove sei stata in questi anni?”
ormai non ti emozioni più.
Ti sei scoperta diversamente quindicenne quindi ti rendi conto che solo negli anni 50 una donna poteva permettersi di stare a casa a fare l’uncinetto.
Ti interessa qualcosa o qualcuno?
Bene: stand up and take it!

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Come da consuetudine ogni estate ho un appuntamento fisso: le chiamate su skype con il Brasile.
La mia Cristina Yang è a Trancoso, splendida località per vacanze brasiliane recensite su tutti i Vogue del mondo.
La domanda di quest’anno bizzarro per entrambe è:
Come facciamo a rivedere i ragazzi con cui passiamo delle fantastiche e insolite 12 ore?
Il telefono squilla il giorno dopo e quello dopo ancora, ma anziché la sua birra in frigorifero vorremmo lui, come si fa?
Onestamente a questa domanda non ho risposta. Se ne fossi fornita sarei, data l’età effettiva e non quella che dimostro, sposata con splendidi figli e bassotti in giro per casa.
La mia amica sbanda un secondo e non capisce come mai io non possa aiutarla questa volta, per farmi perdonare le regalo una mia perla con influenza britannica:

 

non si è mai patetiche se si è concise e dirette”.

 

Lei sorride, ringrazia e mi manda un bacio.
Londra si sta riempiendo pian piano dei suoi normali abitanti, le finestre si illuminano, le case si popolano e le vite s’ intrecciano.
Dal mio ottavo piano osservo con discrezione, si ha una prospettiva diversa. Mi piace credere che sia quella descritta dal professor Keating nell’attimo fuggente: “I stand upon my desk to remind myself that we must constantly look at things in a different way.”
Prima di uscire a cena guardo nel mio mini e compatto frigorifero: non ho nulla, se non una bottiglia di birra ghiacciata.
Non la bevo, non è mia, mi berrò un bicchiere di vino aspettando il proprietario.

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Ed eccomi qui: nella mia più che amata Londra.
La responsabile dell’equipaggio del mio volo easy jet si chiamava Gala … Che sia quella di freed from desire? La ricordava molto, la voce meno ma magari si è modificata con il passare del tempo. Non ci faccio troppo caso non poteva, del resto, iniziare diversamente il distacco da Milano: ordino tea verde e sfoglio una rivista di rito.
Sono solo due giorni in territorio inglese e già attraverso la strada come sola una vera britannica sa fare, mi merito un brilliant da parte di Elisabetta.
Qui c’è il sole, ma non ci si nega un abbraccio di una felpa o di una giacchetta di jeans. Durante i miei svariati spostamenti mattutini e serali, non vi nascondo, che una sciarpa la indosserei volentieri. E’ qui con me, aspetto solo l’occasione adatta e mi ci avvolgo.

La temperatura è perfetta per staccare il cervello, ma non whats app: ho, infatti, un numero inglese per tampinare gli affetti che ho preventivamente selezionato prima di partire. Due li ho al polso, uno come salva schermo su un “so” vintage I phone 3s e tutti gli altri sono memorizzati all’interno del telefono. Un po’ mi manca:

chi sa che torno solo per un motivo più grosso di me ed è felice.
chi mi esorta a rimanere qui nonostante tutto.
chi temeva mi potessi dimenticare di lui, ma gli è bastato curiosare tra i miei braccialetti, in continuo aumento, per ricredersi subito.

Perché sono tornata a Londra? Per innamorarmi.
Perché nessuno mi farà smettere di ripetere al mondo, anche in inglese se serve, che ci si può perdere per qualcuno anche se abbiamo i navigatori tra i denti. Può essere una vecchia conoscenza, una nuova o una parzialmente, ma addomesticata a dovere.
Per caso, dopo un anno devastante, incontri una persona che si comporta come nelle migliori pellicole hollywoodiane. Tu che fai? Scappi e interpelli tutti i tuoi amici sperando che ti confortino dicendo: “ si si, sta correndo troppo”.
Arriva il mio turno e su whats app ti scrivo: “nei film funziona così, arriviamo ai titoli di coda prima di recensirlo in modo avventato?

Io, nel mentre, mi infilo un paio di Nike e me ne vado in giro per la mia King’s Road a sorridere: qui lo fanno tutti.

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Londra fa sempre bene:

– Ti chiedono informazioni stradali di dove siano le vie.
– Ti scambiano per inglese.
– Ti fanno i complimenti per il tuo style e ti propongono di lavorare part time.

A est london tutti sorridono anche sotto “casate” d’acqua e ti chiedi perché nella tua città non sia così: anche con il sole la gente si lamenta. Purtroppo non dipende da te e pensi già al tuo prossimo imminente viaggio nel regno unito.
Il tuo vicino di posto è un tipo schivo, parla una lingua molto dura credi che sia turco.
La tua fase zen ti sprona a chiedere: “da dove vieni?” La risposta secca è Albania decidi, così, di troncare i futuri scambi di parole lungo la rotta Gatwick – Malpensa.
Saggia decisione: il timido ragazzo ha due poliziotti che lo attendono, niente bus per lui, ma una volante delle forze dell’ordine.
A Milano ricevi un messaggio: Mercoledì sei a cena da me.
Che la normalità ti spaventi? È indubbio.

Foto: Le21ème

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