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Gli uomini non cambiano, questo è certo, ma si adattano ai tipi di donne che frequentano ne sono sempre più convinta.
Un po’ per scelta, un po’ per pigrizia modificano alcuni aspetti della loro personalità.
Il primo? Il modo di vestire.
Possono passare, infatti, da un paio di church’s ad un paio di birkenstock in sei mesi.
Un po’ come noi cambiamo tipo di crema idratante.
Per dedizione o commitment come direbbero da Elisabetta, migrano verso territori fino a quel momento inesplorati.
Da un fay ad una giacca presa in un negozio vintage di cui prima ripudiavano solo l’odore.
Bene, cosa vi succede? Semplice, anche se non volete ammetterlo vi siete innamorati. Non vi siete modificati, ma provate qualcosa di inspiegabile per una ragazza.
Una cosa di cui ho fatto pratica durante il mio soggiorno londinese, sono le domande telefoniche che i ragazzi ricevano mentre sono seduti davanti a voi e agli alcolici che vi separano.
Lui riceve due chiamate in vostra presenza.
La prima è: “dove sei?” La piacevole conoscenza risponde con una certa fermezza e virilità: sono da – nome del posto con una mia amica.
La seconda: “è figa?” E qui ti scappa un sorriso perché lui diventa viola e gli scappa un si e chiude bruscamente la comunicazione.
Hai qualche hanno in più e di film ne hai visti abbastanza per destreggiarti in queste occasioni.
E’ per questo che, di fronte ad una frase molto ricorrente nei miei scontri-incontri: “dove sei stata in questi anni?”
ormai non ti emozioni più.
Ti sei scoperta diversamente quindicenne quindi ti rendi conto che solo negli anni 50 una donna poteva permettersi di stare a casa a fare l’uncinetto.
Ti interessa qualcosa o qualcuno?
Bene: stand up and take it!

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Grazia.it

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