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Ci sono le conoscenze, le amiche e le compagne di banco.
Le conoscenze sono quelle che se non le chiami si offendono.
Le amiche sono quelle che possono non chiamarti tutti i giorni, ma sai che ci sono.
Ti pensano prima di prendere un volo aereo e appena torneranno in Italia verranno da te ovunque tu sia, anche ad una lezione di pilates.
Le compagne di banco sono quelle che puoi non sentire da tempo, ma con loro hai compiuto i tuoi ed i loro 18 anni. Non sono emozioni che condividi con chiunque: una fetta di cheese cake, New York come sfondo e “sole, cuore amore” di Valeria Rossi come colonna sonora.
Bassotti, tatuaggi e crostate con loro sono diversi: torni alle medie e al liceo in una risata.
Sono stati giorni in cui: la malinconia, il dolore e la paura di un crollo emotivo sono state le tue compagne di notti insonni.
Persone che conosci da poco ti tirano fuori di casa e ti fanno staccare la spina in un venerdì sera di un Luglio che sembra più il tuo amato Ottobre.
Il mondiale è stato vinto dai ragazzi di Angela Merkel, e che ragazzi, potremmo anche dire. Uno più uomo dell’altro: portiere, difensori e attaccanti ti fan essere entusiasta di aver studiato con amore Tedesco a scuola.
Il Portogallo aveva Cristiano Ronaldo.
Il Brasile Neymar.
L’Argentina Messi.
La Germania? Una squadra intera.
Questo è il segreto per essere vincenti: essere un team non, un presunto leader.
Che cosa sarebbe la vita, la partita più importante di tutte, senza gli affetti?

Foto: Crostata – Pirola via Vincenzo Monti 38, Milano
Coltello – Sabre Paris, Moroni Gomma Milano

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Il tutto e subito” non è così comune.
Ieri sera mentre dissetavo un omino del signor Caprotti ero al telefono con una delle mie più care amiche.
Dopo due anni ha accettato un bicchiere d’ acqua: una soddisfazione.

Sistemate le 5 casse di Lauretana e liquidato l’atletico ragazzo mi concentro sul discorso.
L’argomento?
Casualmente uomini.
Quel tipo di uomo che è tatuato con la barba, che vedi in una riunione e non capisci più nulla, non quelli che piacciono alle mamme, ma quelli che ti fanno lavorare anche ad Agosto.

La mia amica mi fa compagnia mentre sistemo la spesa, le conclusioni sono:

– non l’apprezza
– non le scrive quello che desidera e quando vuole lei
– non la ama in modo incondizionato come in un cartone Disney

Mi costa molto dirlo, ma il soggetto in questione ha fatto dei miglioramenti, diluiti in due anni, ma li ha fatti.
Se avesse fatto quello che compie adesso, esclusi i suoi momenti di isolamento cronico, l’avremmo amato.
Che sia questo il famoso detto che mamme e nonne ripetono: “devi imparare ad accontentarti”?

Mia mamma dopo i miei resoconti mi esorta a spostare l’ attenzione da cuochi e grafici su avvocati e finanzieri, ma tanto sa che suo nipote per la comunione le chiederà un MacBook pro o un viaggio in Nuova Zelanda.
Verso i 31, anche se metà dei contatti Facebook si sposano o avranno figli, non voglio accontentarmi.
Perché prendere una gonna di pelle da h/m quando puoi averla, dopo un anno in saldo, di Isabel Marant?

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