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Un mese fa è iniziato tutto.

Ti licenzi, scappi da una situazione insostenibile e ti ritrovi a fare il lavoro dei sogni in una città che hai sempre chiamato Casa.

Le tue giornate sono scandite così:

– 7.30-8 colazione e cicera con la tua coinquilina
– 9-18 ufficio
– 18-00 il tutto può essere perché vivi a Londra

– 00-07 nei week end anche i club qui sono diversi, musica pazzesca e ti scappa un Onaniss qua è là.

Qualsiasi cosa ha un odore e un sapore diverso, cammini e sorridi.
Per strada ti fermano e ti chiedono se sei russa, ti fanno i complimenti per la pelliccia e il cappello (Ainea e Woolandthegang) e poi ti lasciano andare perché realizzano che non sei una escort, per cui non fai il caso loro.

La domanda dall’Italia è già arrivata petulante ed insistente: ti sei fidanzata?
Ho appena aperto un conto in banca, credo che per un uomo ci sia tempo … O no?

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Questa parola meravigliosamente anglosassone mi martella in testa più delle canzoni di Lou Reed in questi giorni.
Tutti condividono, quasi con ostinazione, le proprie emozioni su tutti i social media a disposizione.
Dopo una settimana in cui non vi ho raccontato nulla, faccio show off anch’io: ho degli amici fantastici.
I festeggiamenti per il tuo compleanno questo 2014 durano una settimana:

La mia Cristina Yang organizza una cena la sera prima, per tirare la mezzanotte, insieme a quelli che sa essere le persone più importanti della tua vita. Ti porta nella pescheria dietro casa e, con te spera, di incontrare nuovamente l’architetto quarantenne di nome Marco.
Riesce in tutto, è un anno particolare e il tuo animo da spia è un attimo rapito da circostanze più grandi di te.
Soffi le candeline sulla migliore cheesecake della tua vita, e via: hai un anno di più.

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Poteva mancare il compagno delle medie, personaggio già ampiamente descritto, negli invitati? NO.
La sera prima ha avuto un contrattempo, cosa fa? Semplice ti porta a pranzo il giorno del tuo compleanno nel nuovo posto che ha aperto nella tua zona: ed è subito amore.
Se vi state chiedendo se dopo 20 anni ci siamo fidanzati, ahimè no, ma ci stiamo lavorando.
Il posto si chiama Smøøshi e vi aspetta in Via Vincenzo Monti 27 a Milano.

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La domenica le tue compagne di banco delle medie-liceo, di 18 anni e di una vita ti regalano un bassotto in ricordo della tua amata Alice che ti ha lasciato senza avvertirti il primo Luglio.
Come te lo comunicano? Con un’opera d’arte del fidanzato tatuatore di una delle tue gemelle.
Sabato incontrerai Anita.

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Il lunedì torni in ufficio e credi di aver archiviato la pratica in vista di un aperitivo tra Amici che si terrà il giorno dopo. E invece no: il tuo compagno di macchinette, e non solo, ti sorprende alle spalle con la seconda opera d’arte: un bassotto disegnato da lui e lì capisci che certa gente non finirà mai di emozionarti.
Indossi dei meravigliosi occhiali e ti trasformi in un orsetto di peluces, e il Lunedì passa in 10 minuti.

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Martedì 29 sai che ti aspetterà un aperitivo tra Amici e ti convinci, così, di aver ultimato i festeggiamenti ma, anche oggi, ti sbagli: M&M ti fanno soffiare su una maxi candelina, si quelle che piacciono a te, sopra un muffin al cioccolato. Il tutto, per passare inosservato, è accompagnato da un raudo.
Alle 20 compare un tuo ex collega con un mega mazzo di Margherite che ami subito. “volevo prenderti le peonie, ma non è stagione”. Capisci subito perché è lì con te: tu ami le peonie e da piccola ti rotolavi nei prati di margherite.

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La sera seguente sei ancora fuori con una tua amica di sfoghi lavorativi e una compagnia da rivista di moda americana, bevi una Ribolla Gialla semplicemente squisita.
Oggi è giovedì e dopo il tuo amato parrucchiere hai un’altra cena e mancano ancora da aprire i regali di Bianca e Nicolò.

Un grazie vi basta?

Credits:
Bassotti: Edoardo Sailoredo Benazzi – Damiano Clemente.
Smøøshi – Via Vincenzo Monti 27, Milano.
Pescheria Mattiucci – Via Vincenzo Monti 56, Milano.
Fiori: Luca Loviento.
Vaso: Vito Nesta.

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Ed ecco che tocca anche a te da vicino.
Quando capita agli altri si è soliti dire un “mi spiace, posso fare qualcosa?”. Quando sei quella che deve rispondere ti nascondi dietro un spero vada tutto bene.
Capisci che di uomo ne hai solo uno nella tua vita e questo sarà per sempre.
Chiunque e qualsiasi cosa passa in secondo piano.

La tua compagna di banco è bizzarra ed è nata con la camicia?
La gente che vi circonda è falsa è vi ruba in ordine: amicizie e contatti di lavoro?
Il tuo amore confessato da tempo avrà un famiglia a breve?

Non importa.
Perché ora passa tutto in secondo piano, e non ha importanza.
Che si fa?
Beh si sorride come esorta la mia felpa preferita di Isabel Marant, si prende la dose mattutina di magnesio e si va a lavorare.
Questa sera date un bacio al vostro papà prima di andare a dormire.

Foto: felpa Isabel Marant per h/m

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E’ da quando sono piccola che la tata mi ha cresciuta con educazione e “modi di dire”.

Quello che più mi è ritornato in mente in questi ultimi giorni è, per altro, uno dei miei preferiti: “chi si loda, s’imbroda”.
Gli ultimi mesi di questo 2014 sono sembrati sempre più puntate di “sex and the city” lo ammetto.
Sei fuori a cena dopo una meravigliosa quanto estenuante ora di piscina e ti senti dire: “sai devo esser stato inserito nella lista dei papabili”.
Il tuo cervello che, purtroppo non lascia passare neanche un dettaglio, si chiede subito dietro un non mascherato sgomento:
 
a – da chi?
b – perché me lo stai dicendo?
c – se realmente lo fossi non lo diresti.
d – come mai sei ancora single?
e – i migliori sono già stati presi.
 
Ed ecco che mi compare la mia tata come in un fumetto dei cartoni animati che guardavamo insieme: “cocca, chi si loda s’imbroda”.
Un po’ come chi ,ai colloqui di lavoro, si vende per quello che non è : “so usare sia pc, che mac” quando, forse, l’unica cosa che conosce dei prodotti di Steve Jobs è il simbolo che li contraddistingue: la mela.
 
E’ vero: anche questo compleanno lo passerai da single, ma non ti importa. Un altro tuo mantra è “meglio soli che mal accompagnati”.
Il tuo migliore amico ti dice che non ti va bene nessuno.
 
Gli ricordi che:
20 anni fa un potenziale uomo della tua vita l’hai già incontrato, ma 11 anni eran pochi per fare quello che si fa a 30.
2 anni fa ti sei innamorata follemente di un altro uomo, ma non andava bene per questioni che non dipendono da te.
 
Ecco, manca il terzo, su questo gli dai ragione.
Ma deve essere un giusto mix dei precedenti, altrimenti?
Un bassotto tutta la vita.

Cupcake: Di Viole di Liquirizia

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Certi uomini sono come libri stampati:

– Spariscono dal mondo dei like del tuo wall, per comparire in quello della nuova amicizia bionda e con occhio ceruleo. Sono più attivi del servizio meteo in caso di sbalzi atmosferici e climatici.
– Vanno in tilt, senza cattiveria alcuna, davanti alla mole di lavoro esorbitante, son fatti così.
– Approdano al mondo dei social network a 60 anni.

Per questo podio decoroso tutte noi, in base alle proprie esperienze, abbiamo elaborato strategie più o meno collaudate.
La più efficace?
Riderci su e ripetersi: l’ho scampata anche questa volta.

La tipologia A ti ha fatto il miglior regalo di sempre, tanto non andava bene per te. Ne avevi il sentore, ora ne hai la certezza.
La versione B è tenera, , ha solo un marcato disorientamento, ammette i suoi errori e lo apprezzi. Tanto sai che sarà così per un mese ed è inutile prendersela.
Il terzo esempio di regala una sana risata. Esclami un “non è possibile! dovrò bloccargli il profilo!”, ti attacchi al telefono per cercare di arginare la situazione, ma è inutile è su Facebook pure lui e gli piace.

Abbiamo volutamente omesso una categoria: l’inaspettato.
Questo è il fattore che ti manda più in crisi del pre sfilata uomo, cosa che per altro dopo tre anni sai gestire con astuzia e dosi di magnesio, perché è una novità.
Il non previsto aspetta, scrive senza farti pensare all’ultimo suo accesso su whats app e ti porta via per il week end.
Cosa mettiamo in valigia?
Bevi una camomilla e stili la lista su un post-it.

Foto: Cappello federicamorettiHANDMADE

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Abbiamo ottenuto la “tanto” desiderata parità dei sessi: basta pattine in cucina e interminabili bucati: ben venuta intraprendenza.
Volenti o nolenti siamo come gli uomini al lavoro, così dobbiamo far credere per una questione di quieto vivere: sappiamo di essere migliori.
Rispondiamo a due, tre telefoni in contemporanea, scriviamo mail e sorridiamo.
Si, noi sorridiamo perché in fondo è la chiave per la serenità anche in ufficio.
E nelle relazioni? Beh qui forse perdiamo dei colpi.
Lui scrive. Fa tutto lui, ti invita fuori: aperitivo, cena e dopo cena.
Poi sparisce da whats app, le telefonate sono troppo impegnative questo ti è chiaro da anni, ma è attivo sul suo smart phone: ti mette “like” su facebbok.
Ecco qui ti si impalla il cervello, non è colpa dei numerosi giorni di vacanza ravvicinati che ti hanno regalato un grazioso “fuso orario”, no hai, semplicemente, il vuoto totale.
Nessun messaggio, chat su whats app, telefonata, ma gli piace il tuo status e una fotografia condivisi sul tuo wall del social media più famoso al mondo.
Che le relazioni si basino sui like di Facebook?
Evidentemente si.
Tra un dubbio e un disgusto fai le valige e torni a Londra.
Speri di trovare, magari in St. James’s Street davanti a John Loob un Ragazzo o un Uomo che, oltre ad acquistare un paio di scarpe, ti dica: I like you.

Foto: Le 21ème

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Avec mes souvenirs
J’ai allumé le feu
Mes chagrins, mes plaisirs
Je n’ai plus besoin d’eux !
Balayées les amours
Et tous leurs trémolos
Balayés pour toujours
Je repars à zéro.

Questo dice Edith Piaf in una sua celebre canzone, la mia preferita: Non, je ne reggette rien.
Da anni è il principio delle tue innumerevoli fasi zen: ripartire da zero.
Oggi piove. Questa settimana è scandita da pioggia e sole, così giusto da non rendere scontento nessuno.
Il tuo umore è ballerino e credi di aver preso la bronchite, ma sei ovviamente in ufficio con le tue San Pellegrino.
Ieri è stata una giornata bizzarra: solito avresti dovuto possedere il dono dell’ubiquità e la capacità di gestire a freddo le emozioni.
Crolli e ti regali un bicchiere di vino con l’amico di sempre, che sa che non sei ermetica, ma solo basita dalla gente qualsiasi.

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Domenica sera tra uova e colombe ho rivisto il film Hitch. Era una settimana che l’avevo in testa e, giustamente, Sky me lo fa trovare su uno dei suoi canali.
Mio fratello ed io facciamo a gara a chi sa più battute a memoria. La più famosa è chiara anche ai nostri due bassotti: “Non importa cosa, non importa quando, non importa chi; ogni uomo ha l’occasione di fare il principe azzurro e rapire una donna, gli serve solo il cavallo giusto”.
E fin qui è tutto chiaro e argomentato in numerose fiabe Disney, ma se il problema fosse la paura di salire sul cavallo giusto?
Pigrizia, stanchezza e comodità sono le migliori alleate in questi casi.
Può capitare di incontrare qualcuno dopo anni nel solito posto dove vai spesso, di conoscere qualcun altro ad un aperitivo a cui arrivi troppo tardi, oppure come è capitato ad un mio compagno di “banco” di baciare uno che si è appena ri-scoperto dopo anni.
In molti cercano la perfezione ed i grandi gesti, quando forse è più importante avere una passione per la stessa torta.

Alla tua età, vuoi o non vuoi, hai elaborato una bizzarra capacità di sintesi ed elabori nella tua mente le numerose perle di saggezza del bel Will Smith.
Prima di leggere il tuo libro ti chiedi: “perché non ci si scopre fidanzati, senza aspettare che lui scriva e lei risponda?”

Foto: Adrien Brody.

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La tua compagna di elementari, medie, liceo e non solo: parte.
Lavinia se ne va a New York per, almeno, tre mesi.
Ha deciso che si regala un’esperienza nella grande mela. “Insomma la devo fare, mi serve per la mia carriera”.

A sei anni eravate insieme, anche se in sezioni diverse, ma eravate nella stessa scuola.
Alle medie la incontri con il suo carré, già allora la ragazza aveva stile, sulle scale di quella bizzarra scuola nel cuore di Brera.
Pomeriggi ad imparare a memoria i paragrafi di Scienze, perché o ti stampavi a mente la struttura di una cellula animale, oppure la professoressa ti dava gravemente insufficiente. Da qui la certezza che, noi, le materie scientifiche non le avremmo scelte da grandi.
Nel primo viaggio all’estero, il classico college in Inghilterra, lei c’era con le sue mille allergie alimentari, climatiche e ai capi d’abbigliamento. Tu ti dovevi ricordare tutto, perché lei ti controllava, e valutava la tua capacità d’apprendimento.
Insieme avete mangiato intestino di pecora e un orrendo pudding alla fresh banana che ti ricorderai per sempre.
Al liceo le “ricordavi” i versi della Divina Commedia e di Virgilio, perché lei in quel momento non li reputava utili.

Con gli anni sono arrivati i primi amori, le prime confidenze e le prime discussioni.
Nei tuoi locali alternativi lei non è mai venuta, “lì l’uomo della mia vita non lo troverò mai, la devi smettere di andare in quei posti!” poi scopri che sa a memoria tutte le canzoni di Marcella Bella.
Squilla il telefono è lei: “scusa dove sei? ti sto aspettando da 20 minuti in piazzetta del Carmine!”.
Esci al volo.
Mentre guidi pensi a quanto spesso l’anno scorso andavi a Parigi, non ci puoi andare né con easy jet, né e nei week end, ma New York non è poi così lontana …
No?

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