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Symmetry (from Greek “symmetría “measure together”) generally conveys two primary meanings. The first is an imprecise sense of harmonious or aesthetically pleasing proportionality and balance; such that it reflects beauty or perfection. The second meaning is a precise and well-defined concept of balance or “patterned self-similarity” that can be demonstrated or proved according to the rules of a formal system by geometry, through physics or otherwise.
(source: wikipedia)

New Year’s wishes

by Francesca Lamperti
Zuppa e via? Macchè! Soup and go!
Avete presente quella bella sensazione che fa subito casa, ovvero il calore di una buona zuppa che si può assaporare con calma e ci puoi aggiungere anche i crostini?
Se sei in giro, non puoi di certo ricrearla così facilmente. Invece da Soup and go questo è possibile.
Puoi trovare zuppe e insalate composte da ingredienti naturali e genuini. Ci sono anche le torte dolci e salate.
Si trova a Torino in via San Dalmazzo 8/A, all’angolo con via Barbaroux, e se vai in bicicletta, ti offrono una bevanda analcolica.
Abbiamo fatto due chiacchiere con Fausto, il viaggiatore proprietario.

Logo SoupandGo
Come è nata l’idea di creare un locale che fa le zuppe?
Il primo innamoramento è avvenuto a New York, quando studiavo al mattino mentre andavo alla Uni, mi prendevo una zuppetta ai corner shop e me le godevo proprio per benino,
anche quando faceva freddo! Poi ho vissuto in Austria e in Germania et voilà
les jeux sont faits!
Quali sono gli ingredienti segreti delle zuppe?
A livello di ingredienti “fisici” nessun segreto. Facciamo la spesa a Porta Palazzo come migliaia di torinesi seguendo semplicemente il principio:”Fai la spesa come se la stessi facendo per te”.
Ci sono però tanti altri ingredienti che sono MOLTO più importanti: il primo la semplicità.
La formula é semplice con 3 zuppe fresche fatte ogni giorno, non come in gelateria che hai 20 gusti e magari li hanno fatti mesi prima (e con ciò non voglio minimamente dire che siano meno buoni o genuini, solo che le nostre zuppe sono fresche, tutto qui). E poi paradossalmente più semplice é l offerta, più é semplice per il cliente effettuare l’acquisto sembra un ca va sans dire. Altro ingrediente: la gente. Direi che fondamentalmente nel nostro gruppo di lavoro siamo amici e poi si é venuto a creare un rapporto magnifico con MOLTISSIMI clienti con molti poi sfociato in amicizia per cui si respira proprio una bella atmosfera e secondo me si riflette un po’ su tutto.

Soupandgo
Se dovessi scegliere un luogo che rappresenti la tua passione culinaria, quale sarebbe?
Ce ne sono più di uno. Il ristorante preferito, dove ci ho lasciato il cuore, è Stomach a Vienna. Cibo sublime, sempre atmosfera di casa.
A Torino mi piace TANTISSIMO la Cucina di Lido e il Grande Maghreb a Porta Palazzo, un risto marocchino dove si divorano delle tajine fantastiche, e poi il mitico Ranzini dove mi rifugio a leggere e mangiarmi le acciughine con un bicchierino di dolcetto.
Le città che scelgo sono Vienna & Bruxelles. Mediamente ho sempre mangiato meglio che in qualsiasi altro posto. Poi adoro i mercati: a Firenze quello di Sant’Ambrogio e lo street food nel Sud Asiatico.
Il paese é Giappone. L’unico paese insieme alla Cina dove la cultura del cibo é superiore a quella italiana e ricordiamoci: in Giappone il sushi e’ un piatto direi quasi di nicchia
La cucina Giapponese e’ ricchissima, e non capisco perché in Italia quando si dice: “Andiamo a un ristorante giapponese?” si pensi solo al sushi. Sono stato in Giappone quasi un mese.
L’ho visto in lungo e in largo, accompagnato da giapponesi, e non mi hanno MAI portato a mangiare sushi. Stessa cosa il cinese. L’idea che abbiamo in Italia della Cina é spesso lontana dalla realtà e questa nostra percezione tocca anche la sfera del cibo.
In Cina ho mangiato cose molto particolari, cotte in modi molto originali, cose non necessariamente che rispecchiano i miei gusti, ma devo riconoscere davvero “sperimentali”
Su tutte 3 cose:
1) ciò che chiamano bird’s nest: e’ quella “saliva” che le mamme degli uccelli danno da mangiare ai piccoli (qui si aprirebbe un mondo solo su questo piatto…).
2) meduse al vapore: non sanno di niente, ma mi incuriosiva l idea di mangiare qualcosa che mi sa di una declinazione vivente di una massa d’acqua, cotta al vapore.
3) le zampe di gallina: piatto anche dei nostri nonni, completamente scomparso dalle nostre tavole. E’ che la cosa più disgustosa che abbia mai messo in bocca!
Cos’altro si può aggiungere? Passate da Soup&go ed iscrivetevi alle divertentissime newsletter, che vi aggiornano sul menù e sulle mirabolanti avventure di Fausto. Go, go, go now!

Francesca e Giulia: una milanese ed una torinese, architetto ed economista lavorano entrambe nel mondo della moda per causa di una passione sfrenata. Entrambe nate negli anni Ottanta, una rarità ormai, cresciute con Grazia, editoriali e i consigli di Donna Letizia scrivono a quattro mani questo blog.
Inizialmente era l’ esame finale del master in e-commerce, poi è diventato la loro finestra sul web.
Pentagonne racconta le città di Milano e Torino e no, assemblate a moda e design con ironia e spregiudicatezza.
Seguiamo IT Girls e IT Lifestyle perchè vogliamo essere sempre aggiornate con le novità live.
Votate per noi! Vogliamo diventare runner 🙂
Trick or Lashes?
London and Horses.
Ciglia finte: ecco che cosa abbiamo trovato gironzolando per il WHITE. Sono nuove, meravigliose e decisamente divertenti. Non sono le classiche ciglia finte alle quali siamo state abituate: raccontano un ambiente, come può essere un giardino bucolico o una scena marina, oppure raffigurano lo Skyline della tua città preferita.
Abbiamo intervistato per voi il brand che le produce, per incuriosirvi a provare il modello di ciglia finte che preferite.
Qual è la fonte d’ispirazione che vi ha spinti a creare questa nuova tipologia di ciglia finte divertente e mai vista prima?
Il concetto delle nostre ciglia finte nasce dall’arte cinese nel modo in cui si taglia la carta. Il nostro team si basa su questo modo tradizionale supportato da un design contemporaneo. E’ così che creiamo le PAPERSELF lashes.
Sono facili da applicare alle ciglia?
Si, sono veramente facili da mettere su e creano molta luce una volta applicate.
Si possono personalizzare?
Si. PAPERSELF ha collaborato con: il Victoria & Albert Museum di Londra per realizzare progettazione del Lace Garden, con il team di “The Broken Hearts DJ” per la progettazione delle ciglia “Under the Sea” e recentemente con Bourjois, per la creazione di “Miss Couture”.
Miss Couture.
Un grazie speciale a Sunny, la ragazza di PAPERSELF che ha collaborato alla realizzazione di questo post.
Per ulteriori informazioni ed eventuale shopping:
www.paperself.com
PAPERSELF lashes. Here it is what we’ve found wandering around the WHITE. They are new, wonderful and fun. They aren’t the classic false eyelashes which we were accustomed. They tell a story, imagine a bucolic garden or a marine scene, or choose the Skyline in your favorite city.
We interviewed for you the brand PAPERSELF.
What is the source of inspiration that drove you to create this new type of false eyelashes funny and never seen before?
The concept of our false eyelashes comes from the art of Chinese paper-cutting. Our team blend the traditional culture with contemporary design and uniquely invented paper, creating the PAPERSELF lashes.
Are they easy to apply?
Yeah, it’s really easy to apply them and very light when wearing them.
Do you customize lashes?
Yes, Paperself has collaborated with the Victoria & Albert Museum in London, to create design Lace Garden, with the team of “The Broken Hearts DJ” for the design of the lashes “Under the Sea” and recently with Bourjois, for the creation of “Miss Couture” .
A special thanks to Sunny, the girl of Paperself who collaborated on this post.
For more information and shopping online:
www.paperself.com
Dear Wendy,
come stai?
I tuoi dolci sono squisiti!
Ti abbiamo conosciuto grazie alle vetrine delle gelaterie Ottimo a Torino. Ed è stato il modo più invitante per scoprire che hai aperto un delizioso negozietto in via Mazzini 29/a.
Questo è stato l’incontro con il magnifico mondo di dolcezze di Elena, detta Wendy. Figlia del Maestro Pasticcere Sergio Bosca, fondatore e proprietario della omonima Pasticceria di Canelli di Asti, ha portato a Torino un mondo magico di torte, capcakes e biscotti fantasiosi.
Le sue creazioni si possono personalizzare per ogni evento come compleanno, matrimonio, lauree e qualsiasi occasione buona per festeggiare. Inoltre è un’insegnante di cake design presso l’Officina del Gusto di Moncalieri.
Ecco cosa ci ha raccontato di sé e della sua esperienza.
La tua passione per i dolci è nata in famiglia. Quando sei andata in giro per il mondo per motivi di studio, viaggiavi con un po’ di zucchero in tasca?
Sono nata e cresciuta tra i dolci e leccornie di ogni tipo. Forse era davvero inevitabile che finissi con le mani in pasta! Ho vissuto tra Londra e NY per un po’ e se c’è una cosa che adoro fare quando viaggio è mangiare: devo assaggiare tutto e ogni tipo di dolce. Non importa la linea…mangiare è così bello! E mi rende felice! Associo sempre un posto ad un gusto, un profumo, e se poi è un profumo di dolci meglio ancora!
Ho cercato ispirazione ovunque per i miei dolci, ma Torino e le mie Langhe sono la fonte numero 1.
Il tuo negozietto sorride a tutti i tuoi clienti per i colori e gli arredi sulle tonalità del rosa: cosa pensi che spinga le persone ad assaggiare le tue delizie?
Adoro il rosa! Semplicemente non potrei vivere senza qualcosa di rosa. Eppure ho uno spirito tutt’altro che da “principessina”. Amo il rock, guido la moto, ma amo anche le cose delicate come un fiore, una canzone dolce, una nuvola che mi ricordi un animaletto. Credo che le persone siano incuriosite dal mio negozio dall’arredamento, dai colori e dalla curiosità di provare qualcosa di nuovo, ma la cosa più bella è vedere le loro espressioni quando assaggiano un cupcake o un dolcino.
Cerco sempre di “italianizzare” il più possibile le ricette utilizzando ingredienti come il Moscato di Canelli (mia città Natale) o le nocciole delle Langhe. La pasticceria di mio papà (Pasticceria Sergio Bosca di Canelli) sono 35 anni che ricerca ingredienti sani, genuini e golosi…e io non posso essere da meno!
Qual è il momento migliore per sfornare le tue torte?
Al mattino verso le 6:00/6:30, quando inizio a lavorare in laboratorio, è un momento magico. Torino dorme ancora, e tutto è ovattato. Ed ecco che dal mio forno iniziano ad uscire i primi profumi di cioccolata o pasta frolla appena sfornata.
Come si fa a resistere a tale dolcezza?! Dovete assaggiare tutto!
I suoi contatti sono sul sito Dear Wendy e sulla pagina di facebook.
La linea De’Hart nasce dall’impegno di ricerca sui tessuti e dalla applicazione sulle linee di tendenza della moda realizzate in collaborazione con la rete commerciale della ALESSANDRO SQUARZI di Bologna.
Il loro sito dice così.
DE’ HART vuol dire cuore in olandese e crea nel suo stabilimento, spesso partendo dai propri filati, giacche, sia per donna che per uomo, fatte di materiali di ieri e di oggi: lana cotta e neoprene per l’inverno caratterizzate da dettagli personalissimi. Bottoni diversi tra loro per avvolgerti. catene fluo per sdrammatizzare ed applicazioni finiscono la giacca DE’ HART.
Noi vi incuriosiamo con modelli della FW 12 e quello che abbiamo trovato allo scorso WHITE settembrino a Milano, se invece voi volete innamorarvi della vostra giacca come ha fatto la Pina di Radio Deejay seguiteli sul loro sito:
De’Hart was born from research on fabrics and fashion trends. It is created in collaboration with the commercial network of ALESSANDRO SQUARZI of Bologna.
DE ‘HART means heart in Dutch and jackets are made in his establishment, often starting from their own yarn. They are for both women and for men and they are made of materials from the past and present, such as wool and neoprene characterized by very personal details. There are different buttons to wrap. Chains and applications fluo finish the jacket DE ‘HART.
Have a glimpse of a selection of models from the FW 12. Look what we’ve found last september at WHITE in Milan, but if you want to fall in love with their jacket as La Pina from Radio Deejay did, follow them on their website: www.de-hart.com
pinkpentagonna
Diletta è una stilista con un curriculum internazionale. Le sue origini sono di Torino, anche se ha vissuto a New York e a Tel Aviv.
Ti accoglie nel suo studio, laboratorio e showroom con la sua simpaticissima cagnolina Nina, e ti immergi in un modo di tessuti, ricerca e lavoro. Qui si trova l’arte del creare e sperimentare proprio della moda con la M maiuscola.
Ha studiato al Fashion Institut of Technology, New York dove ha vissuto per diversi anni e lavorato come fashion stylist. Il suo progetto è nato nel 2001 a Tel Aviv, quasi per gioco in seguito alla richiesta di un’amica di creare qualcosa che avrebbe esposto nel suo negozio. realizza così una capsule collection di t-shirt stampate a mano, sperimentando materia e grafica; seguita da una di gonne di un materiale gommato, lavorato con dei solventi che trasformano il colore originale creando uno sfondo su cui stampare. Da allora ha fatto molta strada fino ad arrivare ad aprire il suo showroom a Torino.
La nostra chiacchierata è stata intensa e fitta. Ti accorgi subito che è un’architetto dello stile, per l’eleganza e l’attenzione ai dettagli.
Cura lo sviluppo tecnico del prodotto: dalla scelta dei tessuti, al capo ultimato nell’atelier. Infatti è proprio dai tessuti che nasce il suo marchio. Racconta che il primo pensiero che ha quando tocca un pezzo di stoffa è come poterlo trasformare.
La sua ultima collezione é caratterizzata da collage di tessuti, colori e idee.
Il suo senso dello stile è semplice, mai banale, e del tutto inaspettato. Non possono non essere abiti comodi e versatili.
Per la prossima stagione ci sono in serbo tante novità, quindi vi consigliamo di tenerla d’occhio. Questo è il suo sito www.diletta.eu.
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Diletta is a fashion designer with an international curriculum. Her origins are in Turin, although she lived in New York and Tel Aviv.
She welcomes you in her office, workshop and showroom with its very nice little dog Nina, and you immerse yourself in a manner of fabrics, research and work. Here is the art of creating and testing her own fashion with capital F.
She studied at the Fashion Institute of Technology, New York where she lived for several years and worked as a fashion stylist. Her project was born in 2001 in Tel Aviv, just for fun, at the request of a friend to create something that would expose in her shop. It was a capsule collection of t-shirts printed by hand, experimenting with materials and graphics; followed by a skirt of a rubberized material, working with solvents that transform the original color creating a background on which to print. Since then she has come a long way until you get to open its showroom in Turin.
Our conversation was intense and dense. You realize that she is an architect of style, elegance and attention to detail.
She takes care of the technical development of the product: from the choice of fabrics, the head finished in the studio. She says that the first thought that when it touches a piece of cloth is how to transform it.
Her latest collection is characterized by a collage of fabrics, colors and ideas.
Her sense of style is simple, never boring, and totally unexpected. They are comfortable and versatile clothes.
For next season, there are many new features, so you should keep an eye on. This is her site www.diletta.eu.
Quante volte avete notato per strada una persona che ha un volto che vi affascina?
Non avete idea di chi sia, cosa faccia, quanti anni abbia o quanto guadagni.
Poco vi importa.
Quello che vi attrae maggiormente è il “non so che” di quella persona.
Ecco qui il blog di una giovane artista che vive a Brooklin, NYC.
A parte dire che è bravissima e che è una fan di Pentagonne, non posso aggiungere altro perché ha un talento meraviglioso nell’individuare il “ non so che” di quella persona oppure chiamatelo fascino.
Se volete saperne di più, oppure commissionare un ritratto.
Contattatela greenpointportraitpainter@gmail.com.
http://greenpointportraitpainter.blogspot.it/
RedPentagonna
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How many times have you noticed walking down the streets a person that has something special?
You have no idea who he/she is, nor what his/her job is, nor what his/her age is or how much he/she owns.
You don’t care.
What attracts you more it’s that special element of the face.
She is very good and a fan of Pentagonne, I can not say more because she has a wonderful talent spotting “something” that person has, or call it charm.
Here it is a link to a blog of an young artist who lives in Brooklin, NYC.
You’d like to learn more about what she does, or inquire about commissioning a portrait, write greenpointportraitpainter@gmail.com.
http://greenpointportraitpainter.blogspot.it/
RedPentagonna

























